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15 novembre 2015: segnali trading, mensile : Investimenti e trading online - 21/07/2018

15 novembre 2015: segnali trading, mensile

15 novembre 2015: segnali trading mensile

15 novembre 2015: segnali trading mensile

Salve a tutti

Non possiamo ignorare l’ennesima tragedia da parte di alcuni fanatici religiosi ma purtroppo il mondo finanziario non si ferma e pertanto, sebbene con tanta tristezza, procedero’ oggi ad aggiornarvi su alcune situazioni che a mio giudizio vanno seguite.

Per prima cosa al momento in cui scrivo questa newsletter, le aspettative sono per un’apertura decisamente negativa per Sydney e per i mercati asiatici, che inevitabilmente trascinerebbero al ribasso quelli europe, gia’ deboli negli ultimi giorni, ma a parte l’ovvia reazione di domani, e’ difficile pensare che il mondo sia diverso da quello che era pochi giorni fa’. Certamente l’Europa non aveva bisogno di un altro problema che si va’ ad aggiungere a quelli vecchi, mai risolti e che rischiano di diventare cronici, in particolare un’alto livello di disoccupazione ed almeno una generazione di italiani che in vecchiaia non sapra’ dove sbattere la testa e che pesera’ sulle casse dello Stato, gia’ in bilico dopo gli errori e gli orrori generati da politici di tutti i partiti negli ultimi 50 anni.

Poi c’e’ ovviamente da considerare che FED e BCE, due delle principali Banche Centrali al mondo, continuano ad esitare sulle loro prossime mosse e l’incertezza come sempre non e’ gradita al mercato azionario, infatti il mese scorso abbiamo assistito ad una noia assoluta con volumi in calo e pochissimi spunti. Con uno scenario simile, e’ stato frequente assistere ai book quasi deserti, ovviamente se avete solo 5 livelli di profondita’ non ve ne sarete accorti, ma guardando un po’ piu’ in fondo, si vedevano situazioni preoccupanti, come questa di pochi giorni fa’ su Maire Tecnimont:

Con un market cap di quasi 800 milioni di euro, non e’ proprio un titolo su cui mi aspetterei di vedere una cosa simile. In quelle condizioni, nessuno gli impedisce (ai fondi che operano short) di piazzare un ordine enorme in lettera al meglio e farla aprire a -30%, o peggio, vi siete mai chiesti se all’ improvviso non ci fosse piu’ denaro? Cosa fareste?

Ovviamente sono casi estremi ma negli ultimi due anni ne ho visti alcuni sulle small caps e per quelli che hanno il vizio di “giocare in borsa” anziche’ applicare un buon risk management (e pertanto diversificare adeguatamente), credetemi: non e’ piacevole.

Ovviamente chi opera in leva e vanta fantaguadagni stellari vi raccontera’ tutto tranne avvertirvi dei reali rischi finanziari che ogni giorno sono presenti nei mercati finanziari. Poi ovviamente poco importa se chi vanta quei fantaguadagni stellari in realta’ campa vendendo pseudo-corsi e si lamentava della Tobin Tax, prima di dover andare a Malta pur di tirare a campare…sulle spalle dei polli che poi finiscono arrostiti su entrambi i lati in quanto certe strategie uber-speculative funzionano alla grande quando si rischiano i soldi degli altri e si nascondono le perdite ma poi alla lunga, i conti non tornano ed al primo problema sono dolori.

Ad ogni modo, tornando al mercato italiano, non potendo prevedere se ci sara’ il rally di fine anno od invece arrivera’ un nuovo test in area 20 mila, a causa della forte incertezza sopracitata, il mio consiglio al momento e di rimanere per almeno il 50% liquidi (70% se non siete diversificati come me con posizioni in diverse aree mondiali inclusa l’Australia dove diverse azioni rendono circa 8% lordo di dividendi) e di attendere una direzione piu’ precisa per posizioni di medio e sopratutto lungo periodo, un mega-trend insomma che per ora sul mercato italiano non si vede neanche con il binocolo ma si prosegue giorno per giorno in una fitta nebbia.

Negli USA invece, nonostante un rimbalzo che si e’ fermato prima di ritestare i massimi storici, il trend di lungo permane negativo dopo l’ultimo cambio dei mesi scorsi e pertanto mantengo ancora una posizione ribassista di circa il 10% sullo S&P 500 ma l’avrei chiusa se avesse rotto al rialzo il massimo storico. Ora bisognera’ attendere i prossimi giorni per capire se procedera’ laterale tra 2000 e 2100 circa oppure frana sotto i 1800.

Per quanto riguarda le singole azioni, questa volta vale la pena di concentrarsi su una mid-cap italiana: ASTALDI.

Negli ultimi giorni il titolo e’ crollato di oltre il 30% (grafico sottostante) nonostante l’ultima trimestrale (che vi invito a leggere) ha mostrato utili in crescita. Il problema deriva principalmente dal fatto che anche il debito e’ in crescita ed alcuni analisti hanno cominciato a domandarsi su un possibile aumento di capitale, fattore che non possiamo escludere a priori ma fino a prova contraria per ora la societa’ non ne ha minimamente accennato e nel frattempo ora ci troviamo una capitalizzazione di 490 milioni con un utile netto annuale che potrebbe avvicinarsi ai 100 milioni in attesa poi che l’enorme portafoglio ordini (specialmente in Turchia) produca risultati migliori. Della stabilita’ del dividendo (ultimo di 20 centesimi), non mi fido proprio a causa del debito in crescita ma a questi prezzi, a mio parere, Astaldi merita un’attenta valutazione per un portafoglio di medio-lungo.

E’ probabile che la volatilita’ continui. Nei giorni scorsi, dopo un tentativo chiuso in leggero stop, avevo gia’ indicato una possibile area di supporto tra 4.60 e 5.00 con TP di 6.30 e venerdi’ il titolo ha chiuso poco sotto i 5, quindi ci siamo, specie se domani apre in calo dovuto al sentiment del mercato in generale. Lo stop eventuale lo metterei sotto i 4.60 e raccomando di non eccedere il 5% del proprio capitale su questo titolo se posizione di lungo termine, meglio se frazionata in almeno 2 ingressi, idealmente il secondo vicino i 4.60 – 4.65

Massimo 10% solo per intraday.

Tanto si e’ parlato delle 320 mila azioni vendute poco sopra i 9 euro dall’;A.D. Stefano Cerri e poco delle 20 mila comprate dal presidente poco sopra i 6 euro ma se Cerri ha venduto a 9 ed ora il titolo e’ a 5 euro non possiamo che congratularci con lui sull’ottima scelta del timing, anche se ha sicuramente innescato un mezzo panic-selling. Avrete sicuramente sentito tante volte il detto “non si prende un coltello che cade” ma c’e’ un limite a tutto e sopratutto, l’importante e’ andarci leggeri, sia contro-trend che trend-following.

Trovate la presentazione dei dati a questo link:

http://www.astaldi.it/uploads/files/pdf_presentazioni/2015/2015%2011%2011%20Risultati%20Q3%202015.pdf

Vi invito anche ad ascoltare sia la presentazione della trimestrale, sia le Q&A con gli analisti, cosi’ vi fate un’idea + precisa.

I link sono questi (attendete qualche minuto per il caricamento del file mp3 ed alzate il volume perche’ l’hanno registrato basso):

http://www.astaldi.it/uploads/files/AUDIO/2015/2015%209M/2015%2011%2011%20Astaldi_9M_2015_Presentazione_Risultati_it.mp3

http://www.astaldi.it/uploads/files/AUDIO/2015/2015%209M/2015%2011%2011%20Astaldi_9M_2015_QA_it.mp3

Come sempre, se non fate parte del pollame che crede ai fantaguadagni da Malta o altre sciocchezze simili, siete i benvenuti sul forum dove troverete consigli gratuiti su come navigare nelle acque turbolente dei mercati finanziari di tutto il mondo.

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