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UNICREDIT: penalizzati da radicale pulizia di bilancio : Investimenti e trading online - 19/10/2018

UNICREDIT: penalizzati da radicale pulizia di bilancio

UNICREDIT: penalizzati da radicale pulizia di bilancio

Unicredit [CRDI.MI] ha annunciato di aver chiuso il 2013 con una perdita netta di 14 miliardi di euro dopo accantonamenti straordinari su crediti per 7,2 miliardi e altri 9,3 miliardi di rettifiche su avviamento.

Ci√≤ non comporter√† per√≤ alcuna operazione di aumento di capitale per rafforzare il patrimonio. Il Common Equity Tier (indice di solidit√† patrimoniale) si attesta al 10,4% (9,4% con l’introduzione dei metodi contabili di Basilea III).¬†L’indice di solidit√†¬†√® uno dei migliori in Europa, motivo per cui il gruppo non ha nulla da temere dagli stress test della Bce.

Per il 2014 il gruppo prevede un utile netto di 2 miliardi e a 6,6 miliardi al 2018 in seguito al piano triennale.

Il Cda proporr√† la distribuzione di uno ‘scrip dividend’¬†per 10 centesimi ad azione.

Tra i progetti viene indicata la possibile cessione di Unicredit Management Bank e la quotazione di Fineco.

Giudichiamo molto positivamente¬†la corposa pulizia di bilancio, che riguarda per buona parte rettifiche di valori di avviamento, il fatto che non ci sar√† alcun aumento di capitale e infine la conferma del dividendo. Migliore delle stime l’indicazione di un utile netto di 6,6 miliardi a fine 2018.

Prevista riduzione organico di 8.500 unit√†.¬†Unicredit¬†prevede una riduzione dell’organico di 8.500 dipendenti entro il 2018, di cui oltre 5.700 in Italia. Per questi progetti il gruppo¬†ha contabilizzato 727 milioni di euro di oneri di ristrutturazione nel 2013. Gli effetti positivi si inizieranno ad avvertire dal 2016 con 300 milioni di risparmi. Dal 2018 i risparmi saranno di 700 milioni su base ricorrente, incluso l’effetto di costi aggiuntivi per 650 milioni da contabilizzare nel 2016.

Fitch promuove la pulizia di bilancio.¬†L’agenzia di rating Fitch in un report¬†ha scritto che la pulizia di bilancio in vista dell’asset quality review effettuata dalle banche italiane sui¬†conti 2013 ha migliorato lo stato di salute complessivo del settore.

L’agenzia ha per√≤¬†ha messo Ukrsotsbank, controllata ucraina di Unicredit, in ‘rating watch negative’. La decisione¬†riflette la convinzione¬†che il sostegno dell’azionista sar√† probabilmente meno affidabile se la banca sar√† venduta, in particolare se sar√† ceduta ad azionisti locali. Attualmente Unicredit controlla il 98,64% della banca ucraina attraverso Bank Austria.

Progetto quotazione Fineco.¬†Unicredit intende quotare una partecipazione di minoranza di Fineco e punta a completare il processo dell’Ipo per giugno-luglio. Lo ha detto il Ceo Federico Ghizzoni nella conferenza stampa per la presentazione dei conti 2013 e del piano industriale al 2018.

Ipotesi quotazione Pioneer.¬†Secondo indiscrezioni di stampa (Financial Times) la banca dovrebbe portare in Borsa Pioneer Investments all’inizio del 2015.¬†La divisione che opera nel risparmio gestito¬†potrebbe essere valutata¬†tra due e tre miliardi di euro.¬†Unicredit aveva tentato di vendere Pioneer nel 2010 alla francese Amundi, l’operazione non era stata portata a termine anche per qualche ostacolo politico.

Il gruppo ha però smentito qualsiasi progetto in questo senso. A nostro giudizio Pioneer con 175 miliardi di asset gestiti potrebbe essere un’opzione per incrementare il capitale nel 2015 nel caso in cui gli utili 2014 (2 miliardi secondo la stima di Unicredit) dovessero essere inferiori alle attese. Giudichiamo plausibile una valutazione per Pioneer tra i 2 e i 3,5 miliardi.

Esclusa cessione HVB. Il presidente, Giuseppe Vita, è dovuto intervenire, con un’intervista ad Handelsblatt, anche per escludere la cessione o la quotazioni in borsa della controllata tedesca HVB.

Giudizio INTERESSANTE confermato,¬†target price a 7,5 euro.Consideriamo molto positiva la pulizia di bilancio.¬†L’attuale situazione patrimoniale¬†√® solida ed escludiamo che ci sia bisogno¬†di aumenti di capitali.

Ai prezzi attuali il titolo tratta in borsa a 0,85 volte il patrimonio tangibile e a un P/E sulle stime 2016 di 8,8x. Prevediamo un flusso dividendi per 4 miliardi di euro nei prossimi te anni.

Il titolo dovrebbe essere uno dei maggiori beneficiari della ripresa dell’economia europea sia nell’area core (Germania) che nella periferia (Italia)

Nella tabella i dati storici e previsionali 2012- 2016:

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