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Saipem: conti ancora deboli nel primo trimestre 2014 : Investimenti e trading online - 19/10/2018

Saipem: conti ancora deboli nel primo trimestre 2014

Saipem: conti ancora deboli nel primo trimestre 2014

Risultati primo trimestre 2014

Saipem [SPMI.MI] ha annunciato conti ancora deboli nel primo trimestre 2014, dopo un 2013 segnato da due drammatici profit warning e un radicale cambio di management.

La società ha registrato un EBIT di 132 milioni di euro, appena al di sotto delle nostre stime pari a 135 milioni di euro, ed un utile netto di 61 milioni di euro, contro nostre previsioni di 62 milioni di euro.

incidente del P55 Roncador in Brasile in cui la società ha perso in mare un tubo di 2,3 km dal valore di almeno 2 milioni di euro).  , mentre hanno fatto peggio le Perforazioni (penalizzate dallo stop per manutenzione della piattaforma Scarabeo7 e dal riposizionamento delle piattaforme in Algeria).

indebitamento netto è nuovamente aumentato, salendo da 4,7 miliardi di euro a 5,6 miliardi, per una rinnovata espansione del capitale circolante.

Portafoglio ordini in aumento a 18,5 miliardi.

Il portafoglio ordini è cresciuto da 17,5 miliardi a 18,5 miliardi di euro, contro attese di 18 miliardi di euro, grazie ad una massiccia raccolta ordini di 3,9 miliardi di euro focalizzata soprattutto nelle costruzioni offshore, con i progetti South Stream, Jangkrik FPU e Moho che valgono insieme 2,8 miliardi di euro.

Prospettive del settore e target aziendali 2014. Saipem ha confermato le sue indicazioni per l’intero esercizio 2014: fatturato di 12,5-13,6 miliardi di euro, EBIT di 600-750 milioni di euro, utile netto di 280-380 milioni di euro e indebitamento netto di 4,2 miliardi di euro.

esecuzione dei contratti di ingegneria e costruzione a bassa marginalità ancora presenti nel portafoglio ordini (per un valore di 4,3 miliardi di euro).

Stime aggiornate e valutazione.

A seguito dei risultati del primo trimestre ed alla conferma delle indicazioni per  il 2014, aggiorniamo solo lievemente le stime per l’anno in corso aumentando l’EBIT del 4% e l’utile netto del 5% per riflettere un più alto turnover nelle costruzioni offshore e uno più basso per quelle onshore.

utile netto del 2015 di circa il 10% per riflettere la forte raccolta ordini registrata da inizio anno (7,2 miliardi di euro).

Abbiamo innalzato il prezzo target a 19 euro per riflettere sia le nuove proiezioni, sia le rivalutazioni nel settore registrate nelle ultime settimane.

Raccomandazione NEUTRALE, target 19,00 euro.

I risultati del primo trimestre non hanno chiaramente offerto grande sostegno a miglioramenti in termini di margini e capitale circolante. La conferma delle indicazioni per il 2014, insieme ai buoni margini sottostanti l’attività offshore, dovrebbero comunque rassicurare gli investitori sotto questo punto di vista.

La robusta raccolta ordini registrata in questo trimestre, insieme all’importante contratto Kaombo aggiudicato nel mese di aprile  per un valore di 4 miliardi di euro, dovrebbero rimuovere alcuni dubbi sul futuro del settore.

Detto questo, crediamo che il titolo sia correttamente valutato sulla base delle nostre stime per il 2014 e il 2015. Quindi confermiamo la raccomandazione neutrale.

Nella tabella qui sotto riportiamo i dati principali del periodo 2012-2016

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Fonte: elaborazione Intermonte-Websim

PROFILO AZIENDA

Saipem è leader nel settore dei servizi alle compagnie petrolifere. Fornisce infrastrutture per l’esplorazione di giacimenti petroliferi, per l’installazione di piattaforme fisse e galleggianti e per il trasporto del petrolio e del gas (posa di condotte). E’ specializzata nelle operazioni in ambienti difficili, come le aree remote e le acque profonde, e nei progetti che comportano lo sfruttamento di gas o greggi difficili.

Dopo l’acquisizione di Snamprogetti, il Gruppo si è riorganizzato in tre business unit: Offshore (Mare), Onshore (Terra) e Drilling (Perforazioni). Il Gruppo è attivo in tutto il mondo ed è presente in particolare in aree strategiche ed emergenti quali l’Africa Occidentale, l’ex Unione Sovietica, l’Asia Centrale, il Medio Oriente, il Nord Africa e il Sud Est Asiatico.

Azionisti principali al 25 Aprile 2012: Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Eni 42,9%, Capital Research and Management 4,9%, Blackrock 2,8%, Fondi Fidelity 5,5%.

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